In Bilico è un Sito/Blog creato da grandi appassionati di montagna, che con qualche riga, fantastiche foto e incredibili video raccontano le loro imprese in giro per le Alpi e le pareti più verticali del mondo.

In Bilico is a blogsite created by a group of mountains and climbing enthusiasts who, with short text, amazing photos and videos, tell about their climbs all around the Alps and other famous walls of the globe.

In Bilico est un blog crée par des amoureux de montagne et d’escalade qui avec des petits textes, des images surprenants et des vidéos racontent leur sorties dans les Alpes et dans des autres grandes parois du globe.

giovedì 20 dicembre 2012

Falesia del Silenzio. Avaria, 7b

Due settimane fa provo per la prima volta questo tiro situato al centro della parte più strapiombante di tutta la falesia del Silenzio. C'erano moltissime cordate e concentrarsi era impossibile, faccio due tentativi e le sensazioni pessime mi convincono a lasciar perdere.
Dopo quell'esperienza capisco che per chiudere tiri seri bisogna andare quando c'è poca gente; chiamo Sacha e mercoledì partiamo per Finale Ligure, la giornata è caldissima, cominciamo con un 6b poi salgo su Avaria per mettere i rinvii e ripassare i movimenti, provo il boulder finale in uscita ma c'è qualcosa che mi sfugge,  faccio un primo tentativo ma non riesco.
Aspetto 30', mi rilasso, rispetto alla volta scorsa mi viene facile visto le poche persone il silenzio e l'ambiente sottostante.  Ripasso la sequenza nella mia testa e parto, i primi metri li scalo in modo fluido e sento che è la volta buona, arrivo al bucone sotto al passo chiave con gli avambracci stanchi ma le dita e la mente hanno voglia di chiudere, cerco di riposarmi per qualche minuto e mi accorgo che sono tornato quasi nuovo così imposto il movimento del passo chiave, lancio al buco svaso e lo tengo poi tiro su i piedi sulla placca prendo la tacca di destro ed esco dalle difficoltà, moschetto la catena e urlo di gioia.
Al prossimo tiro....

Gil

foto by noemi soledad









venerdì 14 dicembre 2012

La scimmia sulla schiena


Amici climber, amici ghiacciatori, alpinisti, ciaspolari vi scrivo per chiedervi scusa.
Vi chiedo scusa anticipatamente per la mia tremenda monotemia che, ahimè ,vi accompagnerà nei prossimi mesi, ma la scimmia bianca è pesantemente balzata sulle mie spalle e scrollarsela di dosso sembra impresa veramente ardua... e a tenerla saldamente in sella ci si mette pure questo clima favorevole che di settimana in settimana ci regala nuove precipitazioni nevose cancellando continuamente le tracce che i miei sci dipingono su quell'immensa, splendida tela che sono i ripidi pendii montani...ma io instancabile pittore ritorno nevicata dopo nevicata per lasciare la mia effimera firma...

stay pow!!

martedì 4 dicembre 2012

Winter is coming...!!!


Finalmente l'inverno sta arrivando e fortunatamente sta regalando copiose precipitazioni nevose sulla nostra regione, quindi l'attrazione per la fredda neve polverosa di inizio Dicembre è stata irrefrenabile, così venerdì mattina Io e Diego decidiamo che è arrivato il momento di rubare mezza giornata al solito tram tram e di rispolverare le pelli, direzione Punta Prato Fiorito,sopra la stazione fantasma di Pian Gelassa.
Subito dai primi metri capiamo che non si tratterà di una passeggiata, la neve caduta fino alla notte precedente ricopre e imbianca tutto il paesaggio e man mano che saliamo la coltre si fa sempre più spessa e tracciare risulta assai faticoso.
Tuttavia il paesaggio da fiaba e la qualità superba della neve ci spronano a proseguire, così ci regaliamo un'immacolata discesa in più di un metro di soffice farina...

Stay Pow


domenica 25 novembre 2012

Sassolungo,Torre Innerkofler.Clean Gully

Giornata molto intensa con partenza da Verona alle 4.30 per andare a far visita ad un angolo misterioso e sicuramente molto affascinante delle Dolomiti,soprattutto in questo periodo...Siamo sul versante ovest della Torre Innerkofler,nel gruppo del Sassolungo, dove in condizioni particolari a volte si formano vie di ghiaccio molto interessanti in un ambiente veramente unico e sicuramente molto meno affollato(anzi direi senza anima viva) delle ormai super affollate e conosciutissime goulotte del Monte Bianco. Salita compiuta in compagnia di Luca,ormai fedele compagno di molte avventure e profondo conoscitore di questi luoghi misteriosi...

giovedì 22 novembre 2012

Finale. Alba di Giada

Certe volte al bar con gli amici si parla dei tiri più belli scalati, quelli che hanno lasciato un segno nei nostri ricordi. Alba di Giada è uno di questi.
Ci sono giornate perfette, dove tutto fila liscio come l'olio, ti alzi e fuori splende il sole, il compagno è sorridente e allegro, i discorsi in auto sono simpatici, le polemiche non vengono neanche prese in considerazione, persino il caffè al bar è buono.
Arrivi a Rocca di Perti, incontri cordate simpatiche, ti scaldi alla perfezione e ti avvii alla base del tiro che per puro caso scopri bello ed estetico scolpito in una conca calcarea perfetta. La temperatura non è fredda e neanche calda, e ciliegina sulla torta hai un amico fotografo professionista che dal bordo della parete ha voglia di scattarti delle fotografie.
Il climber è Gil mentre le foto sono di Dario Muzzarini.
















mercoledì 21 novembre 2012

Beyond good and evil

Non ci sono parole per descrivere la bellezza dell'itinerario, ultimamente molto gettonato per via delle ottime condizioni anche se credo non per molto. Siamo usciti dalla Rèbuffat, intorno alle 16 e scesi con le ultime doppie al buio. Il tiro del diedro è bellissimo, gli altri tiri sono ben salibili ma poco proteggibili dove le viti non tengono e bisogna arrangiarsi con friend's e nut sui bordi rocciosi.
In compagnia dell'accademico Sergio D.L. e di un Marco B. in super forma che man mano che saliva prendeva sempre più confidenza con il misto, fino a fare l'ultimo tiro chiave on-sight.
Ora le foto della salita e di qualche bella parete del massiccio del Monte Bianco.

I Dru 

La punta Walker con il Linceul

La nord del Grands Charmoz

Il Dent du Caiman il dent du Crocodile la Aig. du Plan, l' Aig. du Pèlerins e il Peigne

La Rèbuffat a sx e Beyond a dx


Alpinisti al locale invernale del rifugio Plan de l'Aiguille

Vista panoramica dalla via

Marco sul diedro

Sergio arriva in sosta

La seconda parte del diedro

Il tiro ha ha

Affollamento 





mercoledì 7 novembre 2012

Lost in Taghia

Finalmente riesco a montare il video che riassume i dieci giorni passati con Sacha nelle splendide gole di Taghia.
Le persone del villaggio sono state molto ospitali e sempre disponibili a soddisfare ogni nostra richiesta. Il luogo è una piccola oasi nel cuore della catena dell'Alto Atlante Marocchino.
Le pareti sono caratterizzate da vie di 500 metri su di un calcare rosso compatto, aperte da i più forti ed esperti scalatori del mondo come Piolà, Larcher, Petit...
Durante la nostra permanenza abbiamo scalato "solo" 5 vie perché nella seconda metà della vacanza il meteo non è stato stabile. Sotto ad una pioggia continua abbiamo girovagato per il villaggio a conoscere i suoi abitanti e il loro modo di vivere isolati dal resto del mondo.

Ogni volta che torno da un viaggio selvaggio e naturale come questo, mi riesce difficile poi tornare alla solita routine, ci metto un mesetto per tornare in pista, ma appena mi adatto comincio subito a progettarne uno nuovo cercando le pareti più belle immerse in qualche altro angolo terrestre.
In fin dei conti la scalata non è altro che uno strumento per esplorare da un nuovo punto di vista le bellezze che ci circondano.
Ecco il video e qualche foto della spedizione.
Arrivederci alla prossima avventura del team InBilico.


Taghia

Momenti di scalata


Dal basso qualche spettatore


Chiesetta Freeride 2012





Alla scoperta degli splendidi colori autunnali della collina torinese in un fantastico pomeriggio di fine ottobre.

domenica 14 ottobre 2012

Verona dry...

In attesa dell'arrivo del freddo un po' di dry tooling a pochi passi da Verona in un posto ancora molto segreto....

giovedì 4 ottobre 2012

Fino all'ultimo spit. Bardonecchia 1985

Le prime gare d'arrampicata vennero organizzate a Bardonecchia, nell'estate del 1985 tutti gli arrampicatori del mondo si incontrarono sotto la parete dei militi. Nel seguente filmato vedrete i momenti di allora con i volti di personaggi famosi che hanno fatto la storia di questo bellissimo sport. Il grado massimo della via in finale raggiungeva il 7b della scala francese, grado che ai giorni d'oggi non si incontra neanche alle qualificazioni di una tappa della coppa del mondo.


lunedì 1 ottobre 2012

Ancesieu: l'Aria, la Terra, il Cielo



Il meeting internazionale di arrampicata Trad è stata una buona occasione per accompagnare gli ospiti in questa zona del Parco e percorrere questa bella via con il forte climber tedesco Manuel.
Poco da aggiungere rispetto agli altri topic di in inbilico.com in cui si parla di Ancesieu…Altra bellissima via, altro mix perfettamente equilibrato di protezione ed ingaggio, tecnica ed atleticità, fessure e muri.
Piatto forte della via sono sicuramente i due tiri pressoché interamente orizzontali della seconda e della terza lunghezza. Se il primo si risolve con una (intensa) sbandierata di piedi con mani in perfetto incastro yosemitico, il secondo si lascia passare in libera con minor facilità…e ad un traversino tecnico segue una sezione da veri incastro-man del granito…un misto di mani, spalle, testa…e fantasia… Nulla di obbligatorio comunque, la fessura sul fondo del tetto ospita con generosità tutti i pezzi che vorrete inserire…
I tre tiri successivi sono magistrali, muri di roccia perfetta con chiodatura allegra ma sicura. Particolare è il sesto tiro, placca perfetta con fessurino di dita alla fine, in cui la relazione riporta un p.a. che in top rope valuteremmo 7a (credo già liberato dal forte Michele Amadio).
Un solo rammarico da parte mia…presto dovrò iniziare con i “secondi giri” sulle vie di questa bellissima parete…

Manuel alla fine di L3, 7b

martedì 18 settembre 2012

Pinnacoli dell’Aiguille du Moine, Voix du Druide



Percorrendo il sentiero che porta al rifugio dell’Envers des Aiguilles sono stato molto incuriosito dalla comba della Charpoua, posta esattamente dal versante opposto della Mer de Glace. L’ambiente è molto selvaggio e tipico dell’alta quota, con ghiacciai tormentati e cime dall’aspetto non troppo invitante per uno scalatore. Strano pensare che il Dru che si affaccia sul versante Charpoua sia lo stesso che da Montenvers appare come un missile perfetto ed affilato che si staglia contro il cielo…
Solo le Flammes de Pierre sembrano lasciare intravedere spazi per grandi scalate, verticali, fisiche e decisamente Yosemitiche. Pare però che sulle torri che compongono la cresta sud dell’Aiuguille du Moine una forte guida francese abbia tracciato 2 vie molte belle, di cui una, Sale Athee, è già diventata un must per gli appassionati di vie dure in fessura nel massiccio del Bianco.
Così, nell’insolita ma ormai neanche troppo formazione molanternesca (torinese/genovese), decidiamo di andare a provare quella un poco più facile, posto sul pinnacolo esattamente a fianco alla “sorella maggiore”. Voix du Druide è stata una bellissima sorpresa. Se al mattino, durante l’avvicinamento, il pilastro ombroso non lascia presagire nulla di straordinario, l’arrivo del sole nel pomeriggio cambia radicalmente le cose, incendiando la parete ed evidenziandone la bellezza.
La via è un piccolo gioiellino, praticamente tutta in fessura su parete verticale, mai difficile da proteggere ma continua nelle difficoltà e mai scontata.
Fanno eccezione i due tiri di 6c, il terzo che finisce con una placca a cristalli dove a mio parere l’obbligatorio si avvicina parecchio al grado massimo, e il penultimo, con un run-out esigente dall’ultimo spit alla sosta. Per il resto grande utilizzo di friend, e nut, ma sempre da buone posizioni di equilibrio, cosa che addolcisce non poco l’impegno psicologico.
Un consiglio sulla logistica…Se non siete mai stati nel luogo diffidate delle diciture “facilmente fattibile in giornata da Montenvers”… È abbastanza evidente reperire il canale nevoso che scende fra Nonne ed Eveque, ma da qui all’attacco vero e proprio non è proprio questione di 5 minuti… Oltretutto un rientro serale al rifugio della Charpoua consente di godere appieno della bellezza di questo posto, oltre che della gentilezza e della bravura in cucina del suo singolare gestore… 

L2

Inizio di L3

La delicata placca alla fine di L3

Facile ma expo inizio di L4
 

Mongioie, Rocca dei Campanili, Ciri



Era davvero da molto tempo che non tornavo al Mongioie, dopo quella Teresin percorsa diversi anni fa in cui mi resi conto di cosa voleva dire la chiodatura lunga di Motto su queste pareti. Ricordo bene che tornai a casa bastonato, non senza aver ceduto il passo sull’ultimo tiro chiedendo al mio compagno di quella giornata, vecchia volpe ben più navigata di me, di proseguire dal rinvio da cui proprio io non riuscivo ad andare via.
Il tempo è passato e questa Ciri stavolta mi ha davvero divertito. In una bellissima giornata di inizio luglio con Giacomo decidiamo di tornare su questa parete di cui avevo ricordi molto seri. Ciri è un’altra bellissima via, i cui primi 4 tiri non sfigurebbero neppure sulle pareti calcaree più belle d’Europa, Wenden compreso. Bellissimi in particolare il primo ed il secondo tiro, rispettivamente 6c+ e 6c, dove le difficoltà sono continue e la chiodatura, seppure obbligatoria, mai pericolosa.
Il terzo tiro riserva una piccola sorpresina poco dopo la partenza, dove pare che il buon Manlio abbia voluto lasciare un pizzico di ingaggio in più nella parte centrale del tiro, qui fra 2 protezioni la caduta è davvero sconsigliata. Nulla di esageratamente difficile, ma attenzione alla corretta scelta della linea…

Dopo il quarto tiro, difficoltà e qualità della scalata cambiano sostanzialmente e il tutto si riduce ad una scalata ordinaria su bel calcare fino in cima alla cupola dei Campanili. Per fortuna o purtroppo? Certo se i tiri impegnativi fossero il dopppio, le cose cambierebbero sostanzialmente, e l’appellativo di “Wenden piemontese” diventerebbe quanto meno riduttivo…
L1
L1
La Rocca dei Campanili


Scoglio di Mroz, Gogna



Dopo 8 anni torno a ripetere questa via in compagnia di Lauretta, in una bellissima giornata di fine estate. Avevo dei piacevoli ricordi di questa scalata classica granitica che sono stati assolutamente riconfermati anche a distanza di tempo! Credo di non esagerare dicendo che quest’itinerario è quanto di meglio possa esserci per familiarizzare con la posa delle protezioni veloci, ad integrazione dei chiodi presenti in via. Anche se spesso tralasciata a favore di  vie e pareti apparentemente più famose, credo che la Gogna allo Scoglio di Mroz rappresenti il più bell’itinerario di difficoltà medio-facile dell’intera valle dell’Orco e Piantonetto; consente di sperimentare un po’tutte le tipiche situazioni granitiche, dal diedro (L1), alle fessure più o meno larghe (L2 ed L4) fino ai camini (L5). Dopo S5 è consigliabile percorrere gli ultimi due tiri di Impressioni di settembre (qualche fix, scalata più moderna su muretti a tacche e liste). La roccia dello Scoglio poi è bellissima, a grana grossa e già molto più simile a quella delle pareti di alta montagna rispetto alla pietra di Caporal e Sergent,.
La chiodatura presente è generosa (diversi chiodi) e le soste perfettamente attrezzate con gruppi Raumer. Direi che i nut non servono, ed una serie di friend è più che sufficiente anche per chi intendesse proteggersi con frequenza. Eventualmente utile, ma del tutto facoltativo, un friend 4 BD per addolcire il passo più impegnativo della via sul secondo tiro.
 Volendo, con attenzione agli attriti, diversi tiri sono concatenabili.