In Bilico è un Sito/Blog creato da grandi appassionati di montagna, che con qualche riga, fantastiche foto e incredibili video raccontano le loro imprese in giro per le Alpi e le pareti più verticali del mondo.

In Bilico is a blogsite created by a group of mountains and climbing enthusiasts who, with short text, amazing photos and videos, tell about their climbs all around the Alps and other famous walls of the globe.

In Bilico est un blog crée par des amoureux de montagne et d’escalade qui avec des petits textes, des images surprenants et des vidéos racontent leur sorties dans les Alpes et dans des autres grandes parois du globe.

venerdì 16 marzo 2018

Lofoten Island

Descriverei le isole Lofoten molto semplicemente come la trasposizione delle Alpi nel mezzo del mar glaciale artico. È questa infatti l’impressione che ho avuto dal primo momento in cui mi sono ritrovato in questo arcipelago nordico in cui si trovano pareti granitiche praticamente ovunque (alcune anche a due metri dalla strada) che precipitano direttamente nelle acque di mari, laghi o complessissimi fiordi.
Ormai le Lofoten sono un posto di cui si trovano informazioni a sufficienza in rete, in più l’uscita della nuova guida di Rockfax aiuta ulteriormente a prepararsi ed a chiarirsi le idee in questo magnifico arcipelago nordico.
Mi limito pertanto a confermare l’ancestrale bellezza di questi luoghi, cui la luce pressoché perenne dei mesi estivi conferisce una vivacità e dei colori unici.
Devo ahimè confermarne anche l’instabilità meteorologica, cosa che ci ha impedito di salire la grande classica del luogo, il Vestpillaren al Prest, che per noi occidentali equiparerei ad un Becco di Valsoera che conficcato dritto nel mare. Ci siamo limitati a ripetere vie su strutture più brevi (Gandalf wall, Pianokrakken ed il celeberrimo Svolvaer’s Goat) apprezzandone comunque la bellezza dell’ambiente e della scalata. Come da anticipazioni che avevamo avuto si conferma il totale carattere clean degli itinerari, su cui semplicemente non c’è nulla (sosta incluse). Con queste condizioni è giocoforza che tutte le linee più classiche si svolgano su terreno fessurato. Gli unici spit si trovano per attrezzare alcune (ma non tutte) linee di discesa.
Per quanto oggi meno “misteriose” rispetto a qualche anno fa, il terreno delle Lofoten resta tuttavia esplorato solo in minima parte ed il potenziale ancora enorme. Basta infatti allontanarsi un po’ dalla strada dal centro “storico” dal punto di vista scalatorio (il magnifico villaggio di Henningsvaer) per vedere pareti più o meno alte e vere proprie bigwall praticamente ovunque, per molte delle quali non risultano notizie di vie di arrampicata.
Un paradiso con pochi eguali al mondo per i fortunati e volenterosi che hanno voglia, tempo a disposizione e pazienza per attendere le belle giornate di sole nei pochi mesi a disposizione a questa latitudine.
Naturalmente una vacanza alle Lofoten non si esaurisce nella bellezza delle arrampicate, ma costituisce soprattutto un momento di evasione totale dalla vita che facciamo tutto l’anno. Il sole sempre in cielo favorisce la libertà di fare cosa si vuole quando si vuole; si può dormire alle 7 di sera così come alle 4 di mattina senza percepire reali differenze; appena si esce dall’unica strada “principale” si trovano solo baie, fiordi, prati e brughiere perennemente deserti e qui più che altrove la possibilità di potere piazzare liberamente una tenda (restate solo a più di 150 metri dalle case, anche se disabitate) scegliendosi l’angolo migliore per cucinare è uno dei piccoli grandi piaceri della vita.
Nei nostri giorni alle Lofoten ci siamo spinti fino alla remota isola di Vareoy, l’ultima e più piccola dell’arcipelago, praticamente disabitata ma incredibilmente bella dal punto di vista paesaggistico. Nei due giorni trascorsi lì siamo saliti sulle due montagne più alte dell’isola, della cui bellezza lascio parlare le foto qui sotto.
Le vicine Vesteralen, sicuramente meno uniche dal punto di vista paesaggistico, sono altrettanto selvagge ed offrono la possibilità di un’esperienza di whalewatching in alto mare del Nord con partenza dal remoto villaggio di Andenes.

Qualche suggerimento logistico orientato ai climber:

Arrivare e spostarsi sulle Isole: tutte le possibilità per tutte le tasche ed i tempi. L’aeroporto diu Svolvaer, servito da voli interni da Oslo, consente di catapultarsi direttamente al centro delle isole ma naturalmente non è la soluzione più economica né quella più graduale. Molto bello volare su uno degli aeroporti della costa est norvegese (Oslo, Bergen, Bodo o Evenes ed avvicinarsi all’arcipelago in auto, anche in questo caso regolandosi in base al tempo a disposizione). Noi siamo volati da Oslo su Evenes, noleggiato un’auto qui (indispensabile per i climber) e raggiunto Henningsvaer in 4 ore. Altra soluzione, sicuramente meno immediata ma molto reale, è l’impego (6 ore circa) del traghetto dal porto di Bodo con arrivo a Moskenes. L’isola di Vaeroy, l’ultima dell’arcipelago, è raggiungibile soltanto in battello che in alcuni giorni effettua una sola corsa di andata senza ritorno, rendendo indispensabile pernottare sull’isola (esperienza indimenticabile).

Arrampicata: la guida Rockfax del 2017 recensisce tutte le zone di scalata divulgate oggi. La struttura più famosa è senza dubbio il Presten, che fa parte del comprensorio di Henningsvaer, sicuramente il più vasto e frequentato dai climber. Le pareti sono però ovunque e se si va con l’idea di esplorare ed aprire nuove vie credo che il potenziale del sito sia ad oggi inimmaginabile. L’altra struttura classica è quella del Svolvaergeita, un monolite biforcuto posto proprio sopra l’abitato di Svolvaer.

Materiale: due serie di Friend normali, una di micro friend ed una di nut sono la dotazione minima, naturalmente relativizzando tutto sulla difficoltà delle vie e sulle proprie capacità. Considerate che spesso i tiri sono lunghi e che quattro pezzi minimo (ma anche di più per chi non è inglese come noi e non disdegna il “rinforzino” J) vi serviranno per la sosta di partenza e quella di arrivo, per cui le misure doppie si esauriranno facilmente.


Sul primo tiro di Gandalf all'omonimo settore

Il villaggio insulare di Henningsvaer


Pianokrakken Area

La cupola granitica del Presten

I caraibi al circolo polare

Il Rheinfjord



Vaeoroy


Su BareBlabaer al DjupFjord... facile ma bellissima!!!


L'abitato di Svolvaer

Scendendo dal Svolvaergeita...alle 10 di sera più o meno

E ci sono anche le balene!


Nessun commento: